Assistenti autonomia e comunicazione studenti disabili, a breve la gara.

Messina si fa modello per gli studenti disabili delle scuole medie di secondo grado. La Città Metropolitana ha annunciato ieri mattina, presso la Sala Consiliare di palazzo dei Leoni, la riapertura delle procedure di gara, finora sospese in attesa del parere dell’Anac, per l’affidamento del servizio di Assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione. Fino al 9 giugno 2018, l’Amministrazione assegnerà delle proroghe ai lavoratori attualmente in forza presso le scuole per garantire la continuità didattica e l’espletamento completo e puntuale delle procedure di gara. “Dal prossimo anno accademico – si auspica il Segretario Generale Provinciale FLC di Messina, Pietro Patti – i presidi che fino ad oggi hanno offerto il servizio nonostante fossero completamente abbandonati a gestire procedure scorrette non per loro colpa. Servirà una cabina di regia in grado di tutelare disabili (per l’intero anno scolastico!), lavoratori e istituzioni scolastiche”

“Si tratta di un grande successo soprattutto perché finalmente il servizio verrà garantito in modo stabile e non più occasionale e perché si avvia un sistema virtuoso che è ancora unico in Sicilia” affermano Clara Crocè, Giselda Campolo, Pietro Patti e Francesco Fucile. L’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) non lascia spazio ad alcun dubbio sulla legittimità della procedura intrapresa. Posizione quest’ultima da sempre sostenuta da CGIL, NIdiL, FLC ed FP e che ha trovato conferma anche nelle dichiarazioni rilasciate quest’oggi dalla dirigente della Città Metropolitana Anna Maria Tripodo, secondo la quale già la prossima settimana verranno convocati i commissari, cosicché a settembre, per la prima volta nella provincia messinese, il sevizio parta in regola e in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico.

“La pubblicazione della gara è solo il primo passo per legalizzare la situazione e restituire dignità al lavoratore (e qualità del servizio alle famiglie!) – ha aggiunto Giselda Campolo (NIdiL CGIL). L’Amministrazione dovrà avere interesse a rendersi garante del rispetto delle norme contrattuali, e dei principi di legge e di qualità del servizio dal momento che, grazie anche alle battaglie della CGIL nel suo complesso, l’Ente Appaltante è ormai, a tutti gli effetti di legge, responsabile in solido”.

“Questo bando – continua il Segretario Generale Provinciale di NIdiL Messina – garantisce agli operatori che la retribuzione venga versata mensilmente, vincola la paga oraria a quanto stabilito nel capitolato, limita i favoritismi e gli abusi che sino ad oggi si sono sempre verificati nella scelta del personale. Per la prima volta a Messina il servizio sarà strutturato, legalizzato e con un’ampia platea di beneficiari”.

 

fonte: http://www.messinaoggi.it/website/2018/03/24/studenti-disabili-assistenza-allautonomia-e-comunicazione-vedra-a-breve-procedure-gara/

Articolo tratto interamente da MessinaOggi.it  a firma di Marcella Ruggeri  per soli fini divulgativi

ASACOM

LIS: cos’è, come funziona, il suo riconoscimento in Italia

La LIS – Lingua dei Segni Italiana, o meglio: Lingua Italiana Segnata – è la lingua dei sordi italiani. Già questo dato tautologico può suonare strano per alcuni: non c’è un linguaggio “sordo”, ma c’è la lingua dei segni italiana, come quella francese spagnola americana ecc. E hanno dei legami con la lingua parlata e la cultura di riferimento; al punto chela LIS, è considerata una lingua romanza.

Non si sa con precisione quando siano nate le lingue dei segni, ma è ormai un dato condiviso che esistano da quando è sorta la prima comunicazione umana: alcuni linguisti e ricercatori affermano che testimonianze di lingue segnate erano presenti già nelle antiche civiltà in Cina, India, Mesopotamia, Egitto, Maya. In alcune comunità, per una forte presenza di persone sorde, la lingua dei segni è stata la modalità di comunicazione primaria tra persone sorde e udenti nell’isola di Martha’s Vineyard (Stati Uniti); l’Isla de Providencia (Colombia), Urubú-Kaapor (Brasile); villaggi nello Yucatec (Messico) e in in altre località.

La comunicazione gestuale dei sordi è quindi nota sin dall’antichità, ma era sempre stata considerata una semplice mimica, l’Accademia (tranne qualche isolato ricercatore qua e là in Europa) non se ne interessò per secoli. Fino al ventesimo secolo non era considerata una vera lingua, con un suo lessico e una sua grammatica, in grado di esprimere qualsiasi messaggio. Inizia ad essere studiata in tutto il mondo da un punto di vista linguistico scientifico solo a partire dagli anni ’60 grazie al lavoro di William Stokoe, un ricercatore americano, che in Sign Language Structure: An Outline of the Visual Communication System of the American Deaf fu il primo a dimostrare la complessità di questa forma di comunicazione e a riconoscere la natura linguistica della lingua dei segni, l’elemento sequenziale nell’organizzazione della lingua dei segni e la suddivide in unità minime. Da lì, vediamo esplodere ricerche sulla lingua visiva in ogni Paese del mondo.

COME FUNZIONA: In che senso è una “lingua” e non un semplice mezzo di comunicazione?la lingua umana ha una peculiarità che non si trova in nessun’altra forma di comunicazione animale (tranne, forse, le grosse scimmie): la ricorsività. Sarebbe a dire che il linguaggio umano è in grado di produrre (e siamo in grado di capire), un numero infinito di volte, sequenze del tutto nuove. Il numero delle frasi possibili in qualunque linguaggio naturale è infinito: si può sempre costruire una frase nuova aggiungendo alla frase data un’altra frase semplice. Questa stessa caratteristica (e altre che tralasciamo) si ritrova nelle lingue dei segni. Vediamo allora come funziona quella italiana.

Brevemente:

La Lis (come ogni lingua visiva) ha un alfabeto una sintassi una grammatica. L’alfabeto sono per noi le singole lettere/suoni che formano la parola: c-a-s-a. Se metto insieme questi 4 suoni creo una parola di senso compiuto. Alla stessa maniera, nella lingua dei segni, per formare una parola di senso compiuto con la mia mano devo mettere insieme dei parametri, al posto dei suoni: movimento e orientamentodella mano, luogo (davanti alla bocca, pancia, in “spazio neutro”) e configurazione (cioè la posizione assunta dalla mano: aperta, chiusa, dita unite ecc). Ai suoni (fonemi) si sostituiscono i parametri, ma la logica è la stessa.

La sintassi della maggior parte delle lingue dei segni, e una minoranza di lingue orali, segue l’ordine Soggetto-Oggetto-Verbo: è il caso anche della lingua dei segni italiana. *Tu casa vai, *io casa vado ecc. Nella frase negativa la negazione è posta alla fine: *io casa vado no. La grammatica, o meglio la morfologia, presenta precise regole ed è, come per le lingue orali, uno degli elementi più importanti e distintivi dei segni, anche rispetto ad altre forme di comunicazione gestuale che non possono definirsi lingue, come i gesti e le pantomime. La grammatica viene espressa principalmente attraverso alterazioni sistematiche del luogo di esecuzione dei segni e di alcuni tratti del movimento, come la direzione, la durata, l’intensità o l’ampiezza. Insomma, lo stesso gesto, se orientato a destra o a sinistra modifica il senso, come noi aggiungiamo una o o una a per segnalare il maschie e il femminile. Ad esempio i segni per il presente, il passato e il futuro sono eseguiti lungo una linea astratta, denominata “la linea del tempo”, situata sul piano orizzontale all’altezza della spalla del segnante: i segni riferiti al passato muovono verso la spalla (indietro), quelli riferiti al presente nello spazio davanti al segnante, e quelli riferiti al futuro muovono in avanti rispetto al segnante. Un po’ come il gesto italiano che tutti usiamo parlando per indicare una cosa passata.

Queste caratteristiche che abbiamo trattato brevemente consentono la stessa libertà che abbiamo con le lingue orali, per cui non solo si può trattare di qualsiasi argomento, ma è anche possibile raccontare barzellette, fare giochi di parole intraducibili, “scrivere” poesie, teatro…

IN ITALIA: Sempre in ritardo specie se si tratta di scienza cultura, ma ancora di più, ed è strettamente collegato, per quel che riguarda i diritti. Se nel mondo la consapevolezza sulle lingue segnate è iniziata negli anni ’60, da noi ricerche linguistiche e scientifiche sulla Lingua dei Segni Italiana sorgono solo verso gli anni ‘80. Se ormai in tutto il mondo, proprio tutto, lo statuto di lingua di lingua delle lingue visive è riconosciuto ufficialmente, l’Italia è uno dei pochissimi paesi del mondo a non riconoscere ufficialmente la Lis come lingua. Nonostante la Costituzione tuteli tutte le minoranze linguistiche sul territorio, e l’UE che fa altrettanto. E quando affermo che l’Italia è uno dei pochissimi non intendo dire semplicemente che Francia e Spagnatengono conto delle loro lingue visive, ma che anche gli Stati Unitianche l’Iran e la Cina riconoscono ufficialmente la loro lingua dei segni locale.

Quando l’Italia ha cominciato, faticosamente, a cercare di riconoscere la LIS? Solo il 3 Ottobre 2017. “Una data storica per le persone sorde”: così l’Ens, esultava per l’approvazione, al Senato, del  Disegno di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana. “Dopo una intensa discussione nella quale hanno preso la parola diversi Senatori – riferisce ancora Ens – l’Assemblea ha approvato, con un nuovo titolo, il Ddl n. 302 “Legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche”. Poi, il testo è passato alla Camera, dove ancora giace. Sarebbe ora di riconoscere ai sordomuti i loro diritti.

Articolo a firma di: Antonio Marvasi  fonte: http://lopinabile.it

I Livelli della Lingua Inglese

Informazioni utili sui livelli di inglese.

Il CEFR (Common European Framework of Reference for Languages, Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue) è il frutto di studi, effettuati tra il 1989 e il 1996 da esperti designati dal Consiglio d’Europa, inerenti alle linee guida riguardo l’apprendimento e l’insegnamento di una lingua straniera. Il fine ultimo è definire un metodo per accertare le conoscenze delle lingue Europee.
I sei livelli di riferimento in cui il CEFR si articola (A1, A2, B1, B2, C1 e C2) rappresentano i parametri di valutazione delle competenze linguistiche individuali.

Vediamoli più da vicino:

Il Quadro comune di riferimento europeo distingue tre ampie fasce di competenza (“Base”, “Autonomia” e “Padronanza”), ripartite a loro volta in due livelli, per un totale di sei complessivi, permettendo di descrivere quello che è il grado di conoscenza per ciascuno di essi nei diversi ambiti di preparazione: comprensione scritta (comprensione di elaborati scritti), comprensione orale (comprensione della lingua parlata), produzione scritta e produzione orale (abilità nella comunicazione scritta e orale).

A – Base

A1 – (Breakthrough)
Comprende e usa espressioni di uso quotidiano e frasi basilari tese a soddisfare bisogni di tipo concreto. Sa presentare se stesso/a e gli altri ed è in grado di fare domande e rispondere su particolari personali come dove abita, le persone che conosce e le cose che possiede. Interagisce in modo semplice, purché l’altra persona parli lentamente e chiaramente e sia disposta a collaborare.

A2 – (Waystage)
Comprende frasi ed espressioni usate frequentemente relative ad ambiti di immediata rilevanza (es. informazioni personali e familiari di base, fare la spesa, la geografia locale, l’occupazione). Comunica in attività semplici e di abitudine che richiedono un semplice scambio di informazioni su argomenti familiari e comuni. Sa descrivere in termini semplici aspetti della sua vita, dell’ambiente circostante; sa esprimere bisogni immediati.

B – Autonomia

B1 – (Threshold )
Comprende i punti chiave di argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo libero ecc. Sa muoversi con disinvoltura in situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel paese di cui parla la lingua. È in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che siano familiari o di interesse personale. È in grado di esprimere esperienze ed avvenimenti, sogni, speranze e ambizioni e di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.

B2 – (Vantage)
Comprende le idee principali di testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comprese le discussioni tecniche sul suo campo di specializzazione. È in grado di interagire con una certa scioltezza e spontaneità che rendono possibile una interazione naturale con i parlanti nativi senza sforzo per l’interlocutore. Sa produrre un testo chiaro e dettagliato su un’ampia gamma di argomenti e spiegare un punto di vista su un argomento fornendo i pro e i contro delle varie opzioni.

C – Padronanza

C1 – (Effective Operational Proficiency)
Comprende un’ampia gamma di testi complessi e lunghi e ne sa riconoscere il significato implicito. Si esprime con scioltezza e naturalezza. Usa la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi sociali, professionali ed accademici. Riesce a produrre testi chiari, ben costruiti, dettagliati su argomenti complessi, mostrando un sicuro controllo della struttura testuale, dei connettori e degli elementi di coesione.

C2 – (Mastery)
Comprende con facilità praticamente tutto ciò che sente e legge. Sa riassumere informazioni provenienti da diverse fonti sia parlate che scritte, ristrutturando gli argomenti in una presentazione coerente. Sa esprimersi spontaneamente, in modo molto scorrevole e preciso, individuando le più sottili sfumature di significato in situazioni complesse.

Avviso di riapertura dei termini assistente all’autonomia e comunicazione per studenti disabili delle Scuole Superiori

Si rende noto che il Dirigente della V Direzione ha disposto l’ulteriore proroga del termine di adesione per l’inserimento nell’elenco dei soggetti disponibili all’espletamento del servizio specialistico di Assistenza all’Autonomia e Comunicazione (AAC) per studenti disabili delle Scuole Superiori.

Il nuovo termine di scadenza è fissato al 30 novembre 2017.

Avviso

Modulo nuova adesione

Scheda titoli nuova adesione

 

  

Per info sede di Messina chiamare 090 310291

Asacom: Il supporto scolastico all’autonomia e alla comunicazione

ASACOM

Gli alunni con disabilità, per una reale inclusione scolastica, possono necessitare di forme diverse di supporto e di assistenza all’educazione.

Il Ministero della Pubblica Istruzione – già con propria Nota del 30 novembre 2001, prot. n. 3390 – ha distinto tre livelli di assistenza: quello didattico, riservato agli insegnanti specializzati per le attività di sostegno; quello educativo, svolto dagli assistenti per l’autonomia e la comunicazione di cui all’articolo 13, comma 3 della Legge 104/1992; infine, quello materiale e igienico, affidato ai collaboratori scolastici in forza dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).

Sostegno didattico
Circa il ruolo e le funzioni dei docenti specializzati per le attività di sostegno didattico non ci sono dubbi: questo spetta a docenti dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione, che prima provvede a specializzarli direttamente o tramite convenzioni con enti privati. Oggi questa funzione di specializzazione è esclusivamente riservata al Ministero dell’Università in base all’articolo 14 della Legge 104/1992.

Assistenza nella comunicazione e assistenza per l’autonomia
Queste funzioni sono previste dalla legge 104/1992, articolo 13, comma 3.

L’assistenza per l’autonomia consiste nell’aiutare – per tutto o parte dell’orario scolastico – alunni con difficoltà all’uso delle mani o alunni minorati della vista nel prendere appunti, consultare il vocabolario durante le traduzioni, nell’attivazione e l’uso di computer eccetera. Ma tale forma di assistenza può riguardare anche, ad esempio, alunni paraplegici, tetraplegici o afasici, che necessitano quindi di una continua assistenza per gli atti più elementari che esulano dalla didattica.

L’assistenza nella comunicazione consiste invece nel facilitare la comunicazione ad alunni con difficoltà di esprimersi. Il pensiero va subito agli alunni audiolesi che non sono stati protesizzati da piccoli – i cosiddetti sordi “segnanti” – che necessitano di un interprete della LIS (Lingua Italiana dei Segni).

Ma un assistente alla comunicazione giova pure ad alunni sordi “oralisti”, cioè quei sordi, anche profondi, che, grazie ad una protesizzazione precoce, alla logopedia, all’apprendimento della lettura labiale e, nei casi più gravi, all’impianto cocleare, possono comunicare da soli, purché facilitati da una persona che scandisca bene il movimento delle labbra e li aiuti a prendere appunti.

Da qualche anno, inoltre, l’integrazione si è estesa finalmente anche ad alunni con autismo e con cerebrolesioni. Questi ultimi, per comunicare, necessitano di interventi educativi precoci, come il metodo ABA (Applied Behavior Analysis – “Analisi Applicata del Comportamento”), la comunicazione alternativa aumentativa e, in alcuni casi, pure la “comunicazione facilitata” o la “comunicazione aumentativa”. Queste funzioni vanno svolte da assistenti educatori con una preparazione professionale specifica.

Queste figure debbono essere fornite, secondo quanto stabilito dall’articolo 139 del Decreto Legislativo 112/1998, dai Comuni per la scuola dell’infanzia (asilo), primaria (elementari) e secondaria di primo grado (medie inferiori) e dalle Province per la scuola secondaria di secondo grado (medie superiori).

Quanto agli alunni ciechi e sordi, in base alla legge 18 marzo 19993, n.67 (art.5) tale assistenza è fornita nelle scuole di ogni ordine e grado dalle Province, a meno che le singole leggi regionali dispongano diversamente.

Sull’attribuzione di questa forma di assistenza alle Province per gli alunni delle scuole superiori – diversi dai ciechi e dai sordi – alcuni TAR hanno già pronunciato sentenze nel senso indicato dal testo e, sino a quando qualche Provincia non solleverà ricorso alla Corte Costituzionale (con esito positivo) circa il citato articolo 139 del Decreto Legislativo 112/1998, questa rimane la norma di riferimento.

Tanto più che il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – con la Sentenza n. 2361 del 20 maggio 2008 – ha ribadito l’obbligo delle Province di garantire il «supporto organizzativo» agli alunni con disabilità frequentanti la scuola superiore.

Va detto che dopo la soppressione delle Province avvenuta con legge 7 aprile 2014, n. 56 la relativa competenza del trasporto scolastico è ancora in via di definizione

Come rendere esigibile il diritto
Le famiglie devono chiedere e poi accertarsi che nella certificazione o individuazione di handicap, di cui al DPCM 185/2006 o nella diagnosi funzionale e nel PEI di cui all’articolo 12, comma 5 della Legge 104/1992, sia chiaramente espressa la necessità di assistenza (per l’autonomia o la comunicazione e/o l’assistenza igienica per l’alunno nel rispetto del suo genere maschile o femminile).

La famiglia deve quindi accertarsi che entro fine maggio dell’anno scolastico precedente quello di frequenza il Dirigente scolastico abbia inoltrato le richieste rispettivamente agli Enti Locali o all’Ufficio Scolastico Regionale, qualora, in quest’ultimo caso, non abbia collaboratori scolastici dei due sessi o essi non siano sufficienti per numero o invalidità a svolgere le funzioni assistenziali igieniche, previste dal CCNL nazionale.

Bisogna inoltre accertarsi che all’inizio dell’anno scolastico – vale a dire nel mese di settembre – il personale richiesto sia già presente nella scuola. In caso negativo, si deve invitare formalmente il Dirigente scolastico a provvedere ad un sollecito, preannunciando, nei casi più gravi, denunce per omissione di atti di ufficio (in caso di inerzia precedente o attuale del Dirigente scolastico).

In caso poi di ulteriore inerzia, bisogna rivolgersi dapprima al Difensore civico comunale o, in mancanza, a quello provinciale o regionale, denunciando il caso e la violazione della normativa prodottasi.

E ancora, ci si può rivolgere alle Associazioni presenti sul territorio perché protestino a loro volta col Dirigente scolastico o con l’Ente Locale o l’Ufficio Scolastico inadempiente.

Infine, ci si può rivolgere a un avvocato perché agisca davanti al Tribunale Civile, per ottenere, anche in via di urgenza, l’assegnazione del personale necessario.

Le ormai numerose esperienze di questi anni hanno sempre dato esito favorevole alle persone con disabilità e senza attendere tempi lunghi.

La famiglia, come ultima ipotesi, può sporgere anche denuncia penale. Quest’ultimo percorso, però, non può essere un rimedio di immediata soluzione del problema, poiché il Magistrato dovrà dapprima accertare l’eventuale esistenza del reato e solo dopo potrà concedere il risarcimento del danno subito; ma in questi casi talora possono passare anche anni e, se si riesce a far condannare la violazione delle norme, non si ottiene subito ciò che serve, cioè l’assistenza.

Vedi anche:

L’assistenza igienica e materiale per gli alunni con disabilità

I riferimenti
Legge 5 febbraio 1992, n. 104: «Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate» (in particolare gli articoli 13 e 14).

Legge 18 marzo 1993, n. 67 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria e socio-assistenziale.” (in particolare articolo 5 su competenze provinciali)

Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112: «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59» (in particolare gli articoli 135-139).

Legge 3 maggio 1999, n. 124: «Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico».

Legge 10 marzo 2000, n. 62: «Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione».

Nota del Ministero della Pubblica Istruzione 30 novembre 2001, prot. n. 3390: «Assistenza di base agli alunni in situazione di handicap».

Carlo Giacobini
Direttore responsabile di HandyLex.org

Si ringrazia per la collaborazione l’avvocato Salvatore Nocera.

 

Tratto interamente da Haldylex.org utilizzato a scopo divulgativo per gli addetti ai lavori e per i corsisti ASACOM dell’Esfo.

 

Esfo sta svolgendo Corsi di alta formazione per personale assistente all’autonomia e comunicazione per disabili presso le sedi di Messina, Barcellona e Sant’Agata di Militello. Altri pronti a partire per i primi di ottobre.

Tipologia per diplomati   e   tipologia per laureati